Ora anche in 3D! (Fdm Pla 1.75mm)

Poco più di un anno fa ho pensato, anche io, di integrare tra la mia attrezzatura una stampante 3D. La scelta, l'acquisto ed il montaggio sono stati per me, come solito, il vero divertimento.
Lo stimolo che mi ha fatto muovere attivamente a questa ricerca è stato (e non c'è da vantarsene) lo spot della raccolta editoriale dell'hachette - Costruisci la tua stampante 3d - fascicoli bisettimanali in edicola, con i pezzi per costruirla. L'idea di essere seguito passo passo, completata da una serie di articoli del settore, sembrava interessante. Acquistate le prime due uscite però mi sono reso conto che la spesa, la tempistica e l'alta probabilità di trovare i pezzi rotti (già alla seconda uscita ho trovato la paratia spaccata) portavano ad uno scarso risultato finale, così ho cambiato idea.

Con l'occhio lungo, sempre in edicola e nello stesso periodo, ho trovato (quasi a diretta concorrenza) una rivista a uscita unica, supplemento a ElettronicaIn, che sponsorizzava e istruiva al montaggio di una 3DRag, venduta e spedita da Futura Group. L'idea, il prezzo e la qualità era interessante ma ancora aspettavo una riflessione ed uno scambio di opinioni con chi ci aveva già sbattuto la testa.

L'incontro con l'amico/allievo Elio, socio del FabLab di Palermo, è stato quasi decisivo. Una sintesi della sua esperienza su due macchine 3drag non riferiva opinioni positive, volgendosi  a favore della loro proposta, venduta e spiegata in laboratorio, la classica Prusa, ben conosciuta e diffusa tra gli amatori dei primi tempi.

Fatti preziosi questi consigli, mi sono concentrato su una soluzione di cui sarebbe stato facile reperire informazioni, ben vista nella comunità degli addetti ai lavori e, non per ultimo, spendendo una cifra onesta. Ho scelto quindi la Prusa i3, nella versione che mi ha colpito: Hephestos, edizione spagnola e colorata tra le decine in commercio. Lo store più conveniente che ho individuato è Crea-3d, azienda pugliese molto disponibile.

Ordinata lunedì, arrivata giovedì, la fase di montaggio è stata uno spasso, è stata il giusto motivo per acquistare utensili che mi mancavano come lime, pinze, tagliabalsa di precisione e calibro digitale. Tempo di costruzione: una quindicina di ore, la stessa domenica ho livellato il piatto ed estruso i primi centimetri di filamento di PLA, acquistato congiuntamente, in nero e arancio: il primo di marca Bq, il secondo poco più costoso, della stessa azienda distributrice Crea, consigliatomi per telefono e dalla resa migliore che, dopo aver provato, confermo.

Ho usato CURA di Ultimaker per caricare in SD il gcode da lanciare, una delle piccole stampe che ho fatto per provarla è stato uno dei pezzi di assemblaggio della stessa, ripreso in questo video:

Non avendo questo modello il piatto riscaldato di serie, per la riuscita ho dovuto ricorrere alla lacca, sin da subito e, dopo una decina di stampe, ho scoperto essere fondamentale quasi sempre il "Brim", un sottile orlo che tiene saldo al piatto il pezzo, per evitare che la stampa si stacchi prima del tempo. É visibile in Cura come un filamento celeste.

Ad oggi mi ritengo soddisfatto di questo esperimento, non resta che continuare a sperimentare, modellare nuovi oggetti e stamparli!